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BUCKY LARSON: NATO PER ESSERE UNA STAR

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Titolo originale: Bucky Larson: Born to Be a Star
Anno d’uscita: 2011, USA
Scritto da: Adam Sandler
Diretto da: Tom Brady

In psicologia per “confronto a ribasso” si intende una strategia per aumentare o preservare la propria autostima in modo passivo. Consiste nel confrontarsi con persone messe peggio di noi, per sentirci meglio.
Ne abbiamo un esempio quando guardandoci allo specchio ci lamentiamo della nostra faccia e un nostro amico ci dice che siamo comunque messi meglio di Gerlando, il nostro collega con un occhio strabico e la faccia devastata dalla scabbia, e subito ci sentiamo meglio. (E Gerlando è pure fidanzato con la ragazza carina del bar.)
Perché vi parlo di questa cosa? Perché il confronto al ribasso è l’elemento centrale su cui si basa la “grande svolta” del film ed il film stesso.
Capirete meglio in seguito.

Breve presentazione
“BUCKY LARSON: NATO PER ESSERE UNA STAR” è una commedia che segue le vicende tra il demenziale, il nonsense e il pessimo gusto, di Bucky Larson: un ragazzo che soffre di ritardo mentale, di età compresa tra i diciotto e i venticinque anni (interpretato da un uomo di quasi quaranta con una parrucca e dei dentoni incisivi posticci) che aspira a diventare una pornostar.

Per renderla più fruibile la recensione è divisa in cinque punti:
1. Trama;
2. Cosa funziona;
3. Cosa non funziona;
4. Perché vederlo;
5. Considerazioni finali.

Ma prima una veloce considerazione iniziale.

Considerazione iniziale
Quando ne ho la possibilità mi piace vedere il film senza conoscere chi siano gli autori, in modo da non avere aspettative e non essere influenzato. Ciò mi è stato possibile con “Bucky Larson”.
Mentre vedevo il film mi chiedevo come fosse possibile che un cast decente come quello presente e le più che discrete risorse di produzione, fossero stati impiegati in un film di una tale inutilità.
Guardo il film fino alla fine e non capacitandomi del fatto di aver visto qualcosa di tanto pessimo, voglio credere che mi sia sfuggito qualcosa. Sullo schermo appare il nome del regista, non mi dice nulla. E poi il nome dello sceneggiatore: Adam Sandler. E tutto prende senso.

Trama
ATTENZIONE: La trama potrebbe contenere spoiler, ma il film è già rovinato di per sé.
Bucky viene licenziato e una vecchia sdentata gli predice il suo destino di diventare una star.
In una serata tra amici viene proiettato un “film osé” e Bucky scopre due cose: come masturbarsi (più o meno) e che i suoi genitori sono stati porno attori.
Ispirato da ciò Bucky decide di seguire le loro orme e va a Los Angeles. Qui incontra una cameriera di cui si innamora e anche alcune persone dell’industria pornografica che gli concedono una possibilità, ma che poi lo sbeffeggiano per le dimensioni ridicolmente piccole del suo pene.
Ad ogni modo a Bucky viene fatta girare la scena di un film. Ma alla vista di un seno non riesce a trattenersi e, facendo una serie di facce che potrebbero definirsi buffe, eiacula.
La scena finisce in internet ed ha successo poiché risana il rapporto di molte coppie in cui il partner maschile ha dei genitali molto piccoli, ma che al confronto di Bucky sono enormi. Infatti una strana interpretazione di quel “confronto a ribasso” di cui abbiamo parlato all’inizio, porta nuova linfa sessuale alle coppie che vedono la performance di Bucky.
Così il nostro protagonista vincerà numerosi riconoscimenti pornografici e dopo una piccola parentesi di incomprensione con la cameriera (nel frattempo diventata la sua fidanzata) si riconcilierà con lei per vivere per sempre felice e contento.

Cosa funziona
Resisto alla tentazione di lasciare vuoto questo paragrafo.
In realtà è davvero così, non funziona quasi nulla, ma vediamo comunque ciò che non funziona meno.
Il ritmo, anche se ogni tanto si arena, è abbastanza veloce e non è il colpevole della noia del film.
La regia e in generale il comparto tecnico non sono affatto pessimi quanto la storia.
Ogni tanto qualche seno nudo ben inquadrato.
Il taglio di capelli di Don Johnson.

Cosa non funziona
Quando una commedia non fa ridere, e non lo fa a dispetto di attori e risorse più che decenti, è davvero un fallimento.
Il demenziale non è abbastanza demenziale, il nonsense è solo stupido e il resto sono solo battute scaturite da incomprensioni verbali.
I personaggi agiscono in modo non coerente con il mondo mal creato del film e … insomma si potrebbe continuare a sparare sulla croce rossa.

Perché vederlo
In effetti non c’è ragione di guardarlo a meno che non vi venga richiesto espressamente per scrivere una recensione.
Ma nel caso in cui per qualche ragione appaia su uno schermo di fronte a voi, potreste anche volerlo vedere nel caso in cui vi piaccia la comicità abbastanza spicciola, o se avete voglia di regredire all’età infantile quando il “confronto a ribasso” si manifestava ridendo del bambino che inciampava o al quale un bullo abbassava i pantaloni in corridoio.

Considerazioni finali
Film fallito sia artisticamente che al botteghino. Da evitare a meno che non vi piaccia tanto, ma davvero tanto, la comicità di Adam Sandler scrittore.

Voto IMDb: 3,3
Voto Recensore: 4,0

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