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Tolstoj-Leopardi: un gemellaggio sulle tracce dell’infinito

giovedì, settembre 8th, 2011. Filed under: Arti visive mostre by Piera Lombardi

Da una sponda all’altra dell’infinito letterario senza far naufragio. Il colle dell’Infinito (ispiratore del più celebre ‘naufragio’ poetico di tutti i tempi, quel “naufragar m’è dolce in questo mare” di Giacomo Leopardi) e Jasnaja Poljana (la tenuta museo dove Tolstoj si chiese: “che sono io?” E si rispose: “una parte dell’infinito”), uniti da un insolito gemellaggio. Di anime, pur nella diversità di luoghi, tempi, modi di vita, indole e produzione creativa; di famiglie (Leopardi-Tolstoj), di paesi di provenienza e culture. Tolstoj-Leopardi: il respiro dell’anima è il titolo della mostra che palazzo Leopardi a Recanati ha ospitato dal 2 luglio al 21 agosto e che sta per approdare alla tenuta-museo di L. N. Tolstoj a Jasnaja Poljana in Tula (Russia), dove sarà visitabile da l primo ottobre al 27 novembre. Una mostra che è in gran parte un percorso iconografico con rimandi all’ambiente e alla vita dei due scrittori dove a far da  guida sono le loro stesse parole, espressioni del binomio ad andamento sempre cangiante e sofferto, vita-scrittura. Si respira aria di casa, la loro, si viene a contatto con oggetti della vita quotidiana degli scrittori, dall’infanzia a seguire, e soprattutto si entra nelle rispettive officine ricostruite a effetto: manoscritti e pagine aperte su saggi di grafia e creazione, opere redatte in più fasi, varianti, penne, calamai, attrezzi da lavoro, i libri prediletti, foto e quadri delle grandiose biblioteche di famiglia (almeno 20 mila volumi) che furono il centro della loro formazione, la fucina di sensibilità eccezionali.

A che si deve questo accostamento che di primo acchito può sembrare forzato? È l’anno dedicato alla promozione della cultura e della lingua russa in Italia e della cultura e lingua italiana in Russia. L’idea, promossa dalla Regione Marche e sostenuta dalle rispettive famiglie, sobrie cultrici della memoria di cotali antenati nei luoghi simbolo (Recanati e Jasnaja), è stata accomunare in uno stesso progetto le due grandi personalità letterarie e filosofiche. Obiettivo ulteriore sul versante italiano, è creare opportunità per far ‘entrare’ Recanati e quindi le Marche nella rete internazionale dei parchi letterari di cui fa già parte la tenuta-museo di Lev Tolstoj che è memoriale nazionale e riserva naturale insieme. Non è tanto o solo importante cercare una parentela tra anime, corrispondenze, affinità biografiche, quanto utilizzare il pretesto celebrativo internazionale per una scoperta o riscoperta delle due grandi personalità della letteratura mondiale. Che poi, nella diversità si trovino punti di contatto, non dispiace: la sensazione dell’infinto, la tensione verso l’infinito, l’interrogarsi sul senso della vita, tensioni esplorative mai venute meno, attraversano lo Zibaldone e tutta la poesia di Leopardi, ma anche le Confessioni e il Diario, inteso come ‘diario delle debolezze proprie’ di Tolstoj. Conobbero entrambi analoghi snodi cruciali: la fuga, uno giovane, l’altro vecchio, fino a morire da fuggitivo. Queste e altre analogie sono documentate nel bel catalogo a cura di Fabiana Cacciapuoti e Galina Alexeeva, curatrici pure della mostra, stampato a Recanati con testo in italiano e in russo.

Entrambi aristocratici, entrambi parte di famiglie schiaccianti, accuditi da figure domestiche ambivalenti (il padre Monaldo per Giacomo; la moglie Sof’ja per Lev), despoti e amorevoli protettori a un tempo (familiari che fecero da copisti e trascrittori delle opere, fornirono biblioteche, e furono termini di una dialettica permanente in un vissuto complicato), entrambi travolti da crisi interiori e spirituali fino a radicali ‘conversioni’. Diverso certo il vissuto, il viaggio mentale e soprattutto l’approdo: da poeta a filosofo, nichilista e profeta della modernità Leopardi, capace di ‘sentire l’infelicità del mondo, in luogo di conoscerla’; religioso sia pure in forme ribelli e fideistico Tolstoj, proteso solo alla felicità sia pure universale, perché ‘lo scopo della vita è la felicità’. Entrambi auspicarono l’avvento della fratellanza e di un’umanità solidale, ma il nostro come unica risposta a una Natura potente quanto indifferente alle sorti umane; l’altro quale tensione etica e spirituale, ricerca di armonia e integrazione con la natura e l’impronta divina in essa riconoscibile. Forse a molti non è stato possibile visitare la mostra a Recanati; tantomeno sarà possibile arrivare in casa Tolstoj. Importa masticare notizie del genere quel tanto che basta a trasformarle in occasioni esistenziali. Recanati e la casa di Giacomo sono visitabili, comunque sempre. Dalle nostre assai più modeste biblioteche, invece, si possono tirar giù volumi, forse impolverati o dimenticati per incontrare Leopardi e Tolstoj e scoprirli vivi e parlanti.

 

Per informazioni: tel. 071/7579445, www.cultura.marche.it, www.giacomoleopardi.it.

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