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Venere di Milo

THE DREAMERS – I SOGNATORI

su Culto da

Anno: 2003,  UK | France | Italy
Regia: Bernardo Bertolucci
Sceneggiatura: Gilbert Aldair
Cast: Michael Pitt, Eva Green, Luis Garrel, Florian Cadiou
Bertolucci torna alla regia con uno sguardo al passato, alla Primavera di Parigi del ’68 e agli anni della Nouvelle Vague. Il film è tratto da un racconto di Gilbert Aldair che si occupa in prima persona anche alla stesura della sceneggiatura. Interessante è come il regista di Ultimo tango a Parigi (id, 1972) ritorni a descrivere questa meravigliosa città e il sesso, guardando entrambi da una prospettiva diversa.
Difficile guardare un film di questo tipo senza pensare alla rivoluzione culturale che proprio in quegli anni sconvolgeva l’Europa e non solo e che aveva come cuore pulsante proprio Parigi.

La vicenda è un ménage à trois tra il povero ed innocente Michael Pitt, studente americano che si ritrova suo malgrado coinvolto in avvenimenti più grandi di lui, e una coppia di fratelli composta da Eva Green e Luis Garrel.

Bertolucci fa del suo protagonista l’occhio dello spettatore, infatti lo fa innamorare subito del cinema e della potenzialità del mezzo cinematografico che riesce ad isolarlo dalla realtà e a trasportarlo in una dimensione differente e può essere un gioco riuscire a cogliere tutti i riferimenti e a riconoscere le immagini di film famosi che Bertolucci qua e là inserisce all’interno della sua pellicola. Questo è un modo per il regista di omaggiare il cinema, un po’ come all’epoca fece Truffaut con il piccolo Antoine de I quattrocento colpi.

La storia e il protagonista si evolvono con l’incontro/scontro tra i due fratelli che non si comportano assolutamente come tali. Questi ultimi infatti coinvolgono il giovane inesperto in un gioco di seduzione e sesso, droga, fumo, alcool ed eccessi vari. Vivendo insieme, a stretto contatto con i due gemelli, Micheal Pitt invaghito della sensualissima Eva Green capisce che il rapporto tra i due fratelli gemelli è oltre il morboso e la gelosia reciproca è lampante. Visivamente Bertolucci realizza il suo film, non solo creando un vero omaggio al cinema francese di Truffaut (come non pensare alle corse di Jules et Jim?), ma anche dando delle immagini iconiche e lavorando sulla fotografia e i colori. Eva Green coperta solo di un lenzuolo bianco sotto la vita che indossa dei guanti neri fino al gomito, con i capelli raccolti e con il trucco accentuato da un rossetto rosso vivo, è l’immagine di una moderna Venere di Milo che seduce i suoi amanti e lo stesso spettatore. Alla fine, dopo questa immersione di vita bohème, il nostro protagonista riemerge nella realtà degli eventi, che ha portato Parigi alle rivolte studentesche, alle manifestazioni e alla violenza e capisce che nel nucleo che i due fratelli ossessivamente condividono, non c’è spazio per lui e che da questo periodo onirico deve risvegliarsi.

Il titolo direi che è assolutamente azzeccato, i sognatori non erano solo gli studenti che manifestavano per il ’68, ma anche i tre protagonisti che per il periodo dello svolgimento della trama hanno sognato di condividere una realtà diversa, di sfogare le loro fantasie sessuali e condividere la passione per la vita, per gli eccessi e per il cinema. Il regista sembra quasi volerci dare un monito, sembra guardare con occhio nostalgico a quel periodo che ha vissuto anche in prima persona e che ora anche a lui appare come un sogno lontano, ma che noi spettatori dobbiamo guardare con occhio più critico. La sensualità di Eva Green contesa dai due amanti, sottolineata dalle luci, dai colori e dall’ottima fotografia, rappresenta un po’ il fascino del cinema a cui lo spettatore si concede volentieri, rimane affascinato dalla sua bellezza, ma che deve, alla fine di tutto, tornare a fare i conti con la realtà della vita. Il sogno come un film è bello, ti ipnotizza, ti seduce, ma poi bisogna (purtroppo) svegliarsi. Una menzione particolare va fatta anche alla colonna sonora che è composta dai brani dell’epoca e che aiuta lo spettatore a calarsi e ad immedesimarsi nelle sensazioni del protagonista e che lo guida tra le immagini e i fotogrammi di una Parigi complessa e meravigliosa.

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