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Sundance Film Festival

ANOTHER EARTH

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Anno d’uscita: 2011, USA
Scritto da: Mike Cahill, Brit Marling
Diretto da: Mike Cahill
Cast: Brit Marling, William Mapother, Matthew-Lee Erlbach

Diciamo che esista un mondo identico al nostro da qualche parte, dove la vita è stata esattamente identica a quella del nostro mondo. La stessa evoluzione, le stesse guerre, le stesse persone. Un mondo parallelo. Diciamo che un giorno i due mondi siano messi a conoscenza della loro reciproca esistenza. Immaginiamo che sia addirittura possibile vedere il nostro pianeta gemello guardando in cielo, come se stessimo guardando alla luna. Ti chiederesti come sarebbe andare lì. Potrai incontrare l’altro te stesso? Potrai parlare con questa persona? Sarà questa migliore di te? Potrai imparare da quest’altro te?
Queste sono le suggestive domande che il film pone in modo collaterale alla storia centrale.

Breve presentazione
“Another Earth” film drammatico/fantascienza con un’atmosfera iperrealistica, dove ogni elemento fantascientifico viene vissuto da spettatore. Apprendiamo cosa succede da stralci di informazione in tv, dalla radio, osservando le piccole reazioni della società, in modo naturale senza che siano necessarie spiegazioni. Mentre la storia centrale è quella della protagonista che cerca di risolvere il suo personale disagio legato solo in maniera marginale (almeno in apparenza) all’evento fantascientifico.

Di seguito la recensione divisa in cinque punti:
-Trama;
-Cosa funziona;
-Cosa non funziona;
-Perché vederlo;
-Considerazioni finali.

Ma prima una veloce considerazione iniziale.

Considerazione iniziale
Quando vedi un film del genere ti rendi conto delle possibilità del cinema. Di quanto la qualità del film sia davvero fatta dalla storia e dalla cura nella tecnica e di quanto poca importanza abbia un grande budget.
Brit Marlin e Mike Cahill vivevano a Los Angeles, la città dove chiunque vuole fare un film deve andare. Ma loro si sono voluti allontanare dalla città. Hanno raccolto le idee e i fondi e hanno girato il film facendolo poi partecipare al Sundance, forse il concorso più importante del cinema indipendente.
Lì hanno riscosso un meritato successo che li ha fatti distribuire nei cinema e grazie al quale abbiamo avuto la fortuna di vederlo.

Trama
Rhoda (Brit Marling) è una bella e brillante ragazza con un fidanzato, amici e un futuro più che luminoso. Purtroppo rientrando a casa in auto, stanca, leggermente ubriaca e distratta da un puntino blu nel cielo, ha un incidente stradale in cui viene coinvolta una famiglia, e per il quale sconta quattro anni di carcere. Tutto questo prima che il film inizi realmente.
Uscita di prigione ritorna a casa dalla sua famiglia, ma è ormai un’estranea in casa propria.
Il suo brillante futuro è rovinato e lei non ha alcuna intenzione di provare a cambiarlo.
Comincia a lavorare come addetta alle pulizia in una scuola. Poi durante l’anniversario dell’incidente si imbatte in un uomo, il padre, unico sopravvissuto, della famiglia coinvolta nell’incidente di quattro anni prima.
Rhoda ha l’intenzione di parlargli per chiedergli scusa, ma le cose non vanno come previsto, e lei si ritrova a nascondergli la sua identità.
Così la storia si sviluppa attraverso il loro rapporto sino a che Rhoda si vede costretta a rivelare la verità sul suo conto. Segue la risoluzione della storia in un ottimo finale e alcuni agriturismi udine.

Cosa funziona
Il film è davvero quasi perfetto nel suo genere. Credibile in ogni minuto. Il fluire è perfettamente dosato e funzionale a creare il corretto stato emotivo.
Il livello di scrittura è senza dubbio il punto forte. Eventi toccanti e originali, immagini rapide dove si sintetizza spesso una grande quantità di significato che lo spettatore comprende senza sforzo, ogni elemento narrativo è messo al posto giusto. Tutto questo concorre alla creazione di una storia che si avverte come reale e persino personale.
Infatti siamo in perfetta empatia con la protagonista, leggiamo i suoi pensieri e ne comprendiamo lo stato d’animo in ogni piccola azione.
Oltre a questo la musica è perfetta così come l’utilizzo delle diverse voci fuoricampo e dei piccoli dettagli apparentemente marginali che invece sono il segreto di una narrazione tanto fluida.
Il finale è d’impatto e quasi perfetto e quando il finale funziona l’intero film funziona.

Cosa non funziona
Qualche piccolezza, qualche sbavatura trascurabile. Il film sebbene sia denso ha forse qualche minuto morto (anche se funzionale al flusso emotivo). Alcuni personaggi come il bidello, che dovrebbe essere una sorta di mentore, è quasi inutile ai fini narrativi sebbene riesca a catalizzare attorno a sé un’atmosfera di mestizia e rimorso. Così anche il personaggio del fratello e dei genitori sono sì, giustamente marginali, ma forse troppo tipicizzati rasentando il cliché.
Alcuni potrebbero avvertire la mancanza di scene d’azione o dei momenti di corsa sfrenata che ci si attende almeno nella parte conclusiva della storia. Ma questa è una scelta narrativa più che un difetto.
Ripeto, piccolezze.

Perché vederlo
Quando vado al cinema o clicco play, spero sempre di vedere un film del genere. Un film che riesca a coinvolgerti profondamente a livello emotivo, anche se non vuoi, anche se non sai perché lo fa, un film dove il protagonista diventa la persona che meglio conosci al mondo, un film che abbia degli spunti stimolanti che riescano a mantenerti sveglio, un film intelligente o che ti fa sentire tale.

Considerazioni finali
“Another Earth” è un film indipendente dove il budget sembra quello di alcuni capolavori di produzioni famose. Penalizzato forse dalla mancanza di momenti d’azione incalzante, ma che riesce ad intrattenere guidandoti in una complessa esperienza emotiva in cui ti immergi e dalla quale esci più leggero, ma con l’impressione di aver ottenuto qualcosa in più, soddisfatto ma in un modo che non riesci a comprendere del tutto.

Voto IMDb: 7,0
Voto Recensore: 8,1

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