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WHAT WE DO IN THE SHADOW

su Horror/Indie da

Anno: 2014, New Zealand | USA
Scritto e diretto da: Jemaine Clement, Taika Waititi
Cast: Jemaine Clement, Taika Waititi, Cori Gonzalez-Macuer

Vi è mai capitato di pensare a come sarebbe la vita dei supereroi o dei personaggi di fantasia se vivessero effettivamente nel mondo reale? Magari visto che i super capelli di Superman non possono essere tagliati dalle forbici, sarebbe costretto a farseli crescere e ciò gli causerebbe problemi nel trovare un lavoro rispettabile. La Torcia-Umana non avrebbe bisogno di pagare le bollette del gas e cucinerebbe direttamente sul piatto a tavola, e l’Uomo-Invisibile non pagherebbe mai un biglietto per entrare al cinema. E avete mai pensato a come sarebbe la vita dei vampiri nel loro quotidiano?

Breve presentazione
“What We Do In The Shadows” è una commedia in stile mokumentary, o meglio, falso reality, riguardo la vita di quattro vampiri che condividono lo stesso appartamento. Tutti gli inquilini hanno una caratterizzazione comica (persino Petyr, il più truce). Il documentario li mostra alle prese con i problemi di tutti i giorni che un comune vampiro deve affrontare. Dalla divisione delle faccende di casa, alle lamentele riguardo gli eccessivi spargimenti di sangue sul divano antico, o ancora sulle difficoltà di prepararsi per uscire senza potersi specchiare.

Di seguito la recensione divisa in cinque punti:
Trama;
Cosa funziona;
Cosa non funziona;
Perché vederlo;
Considerazioni finali.

Ma prima una veloce considerazione iniziale.

Considerazione iniziale
L’idea nasce nove anni prima con un cortometraggio omonimo: What We Do in the Shadows: Interviews with Some Vamipires (Cosa Facciamo nelle Ombre: Intervista con Qualche Vampiro) e da lì deve essersi sviluppata fino a prendere la forma di un lungometraggio.
L’idea è semplice, ma approfondita dagli autori e sviluppata in modo originale curando meticolosamente non solo la sceneggiatura, ma anche la realizzazione.
Una cura infinita che ha dato ottimi risultati.

Trama
Una troupe di cameramen vive alcuni mesi nell’appartamento condiviso da quattro vampiri che concedono loro il permesso di realizzare un documentario sul modo di vivere vampiresco.
Viago (T. Waititi) è un educato vampiro un po’ imbranato e riveste il ruolo della mammina della casa.
Vladislav (J. Clement) è il secondo vampiro più anziano della casa, un tempo molto potente, adesso provato nei suoi poteri dalle lotte avute con “La Bestia” suo nemico giurato.
Deacon (Jonny Brugh) è il vampiro più giovane con poco più di un secolo e mezzo. E’ scapestrato e va sempre in cerca di guai e capita passi la notte trasformato in cane ad accoppiarsi.
E infine Petyr (Ben Fransham), un millenario vampiro rispettato e temuto persino dai suoi coinquilini.
Le vicende principali riguardano: la ricerca da parte di Viago della sua innamorata umana a cui rinunciò anni addietro per lasciarle vivere una vita normale, ma di cui è ancora innamorato; i trascorsi misteriosi tra Vladislav e la Bestia; l’antipatia tra Deacon e il neo-vampiro Nick; le rivalità tra il gruppo di vampiri e quello degli educati lupi mannari; ed infine le vicende riguardanti un rubicondo umano chiamato Stu, che riesce a conquistare la simpatia dei vampiri e anche quella dei lupi mannari.

Cosa funziona
Una su tutte la sceneggiatura. La scrittura è veramente buona e ogni elemento è pensato per essere la preparazione per un nuovo evento, divertente o sorprendente. Nulla è stato lasciato rozzo e poco rifinito. Per le gag e le situazioni non c’è altro aggettivo se non geniale.
Gli scrittori, non che registi, interpretano anche i ruoli dei protagonisti principali e lo fanno molto bene.
Lo stile finto reality è davvero curato ed esagerato lì dove serve a creare l’effetto comico. (Interessante sapere che il copione non è stato fatto leggere integralmente agli attori, così da poter filmare le loro reazioni naturali agli eventi).
E credo di doverlo ripetere: la quantità di trovate geniali. Dalle bambine vampire, ovviamente adulte nell’animo dopo secoli di esperienza, che attirano con facilità i pedofili che poi uccidono per nutrirsi, alla servitrice aspirante vampira che organizza il banchetto per il suo padrone invitando i suoi vecchi compagni che odia, ignari che saranno loro il pasto, e moltissime altre che non voglio rovinarvi.

Cosa non funziona
Difficile a dirsi. Quando un film è così buono puoi fare solo ipotesi su cosa forse l’avrebbe potuta rendere ancora migliore.
Forse si poteva accentuare l’aspetto che vede situazioni orrende trattate con la massima naturalezza dai vampiri, che è un aspetto disturbante, che si intravede, ma che non si è voluto approfondire.
La trovata della “Bestia” poteva essere resa in modo meno banale.
La storia d’amore di Viago si sarebbe potuta far sentire con maggior trasporto.
E a voler essere pignoli, gli effetti speciali, quasi sempre ottimi, rovinano l’atmosfera di realisticità quando giungono alla levitazione dei vampiri, troppo evidentemente creata sollevando gli attori con le corde.

Perché vederlo
Perché è probabilmente una delle migliori commedie degli ultimi anni. Perché è sviluppata in modo abile e intelligente. Perché è un film talmente originale da non poter essere dimenticato e che consiglierete. Perché dopo questo film non c’è più nulla da dire sui vampiri.

Considerazioni finali
What We Do in the Shadows è uno dei film rivelazione del 2014, una commedia che sebbene possa non regalare risate rumorose, vi manterrà costantemente divertiti dalle situazioni improbabili, dai risvolti comici e dalle trovate geniali, organizzati in una ottima struttura narrativa. Consigliato davvero per chiunque.

Voto IMDb: 7,6
Voto Recensore: 7,5

LARRY FLYNT, OLTRE LO SCANDALO

su Culto/Erotici da

Titolo originale: The People vs. Larry Flynt
Anno d’uscita: 1996, USA
Scritto da: S. Alexander, L. Karaszewski
Diretto da: Milos Forema

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“Proprietario della più insulsa, oscena, disgustosa e grande rivista mai apparsa sulla faccia della terra”.
“Ho un sacco di soldi e questo mi dà potere di dare una scrollata a questo sistema.”
“Perché devo andare in prigione io per difendere la tua libertà?”
“Credi che Dio ha creato la donna? E lo stesso Dio ha creato la sua vagina. Allora chi sei tu per sfidare Dio? Scatta!”
“–La collettività non ha il diritto di stabilire il proprio standard di valori? –No.”

Breve presentazione

“Larry Flynt – oltre lo scandalo” (titolo originale “The People vs. Larry Flynt” – “Lo stato contro Larry Flynt”) è un film biografico sulla vita di Larry, fondatore di Hustler, importante rivista per adulti, e difensore, inizialmente suo malgrado, del diritto di libertà di stampa e parola.
Nella prima parte assistiamo alla nascita della rivista e alla atipica, ma salda, storia d’amore tra Larry e Althea, una sua spogliarellista, presto diventata sua moglie, che gli starà accanto per tutta la sua vita.

La seconda parte immersa in un’atmosfera di opulento squallore e controversa follia, presenta la lotta per i diritti, in stile Larry Flynt. Indolente al sistema giudiziario, ai moralisti e ai religiosi.

Per renderla più fruibile la recensione è divisa in cinque punti:

Trama;
Cosa funziona;
Cosa non funziona;
Perché vederlo;
Considerazioni finali.
Ma prima una veloce considerazione iniziale.


Considerazione iniziale

Qualcosa non va. Un film indubbiamente molto ben fatto, con una sceneggiatura solida e una realizzazione curata e coerente. Un bel film insomma, che scena dopo scena mantiene un costante alto livello. Eppure nessuno dei suoi momenti riesce a coinvolgere totalmente.

Godiamo dell’irriverenza comica e scandalosa di Larry, ma rimanendo distaccati. Partecipiamo del suo dolore, ma senza farlo completamente nostro. Riconosciamo in lui le qualità dell’eroe, eppure qualcosa ci frena dal tifare per lui.

Trama

Larry da piccolo si ingegna distillando liquori per poi venderli. Una volta adulto gestisce un night club, che però non guadagna abbastanza. Larry decide allora di pubblicare un giornaletto per meglio mettere in mostra le ballerine del suo night, tra le quali anche la sua futura moglie. La sua idea è semplice: mostrare il corpo della donna, così com’è, senza nasconderlo e senza orpelli. Dopo qualche tentativo riesce ad ottenere l’attenzione del pubblico e finalmente “Hustler” (tutt’oggi una tra le più importanti riviste per adulti) prende vita.

Ma il materiale pornografico presente nella rivista e distribuito liberamente, e la successiva commistione tra porno e religione, gli costeranno un grave incidente.

La sua vita prenderà una piega diversa e si ritroverà a lottare per il diritto di libertà di parola, senza alcun rispetto per le decisioni del tribunale, forte dei milioni di dollari che possiede.

L’epilogo si svolge in corte suprema, proprio sul primo emendamento, quello che sancisce la libertà di parola.

Cosa funziona

Molto. A partire dalle interpretazione dei protagonisti. Una Courtney Love perfetto ritratto di romantica dissolutezza e un Woody Harrelson completamente nel personaggio.

Assistiamo a una perfetta commistione di momenti comici e seri, con quelli drammatici e quelli erotici, che scorre in un flusso omogeneo.

Ma tra le tante cose che funzionano, una su tutte potrebbe essere la rappresentazione della relazione tra Larry e la moglie che è impeccabilmente coerente ed è l’elemento di vera costanza del film.

Cosa non funziona

Poco. Infatti il vero elemento che non funziona è possibile che sia in realtà un elemento che funziona benissimo. Mi spiego. Credo fosse intenzione dei realizzatori del film, mostrare Larry nel suo aspetto umano pieno di contraddizioni e capace di comportamenti da idiota come di azioni geniali, presentandolo al momento stesso come pallone gonfiato e uomo umile, uomo di successo e bifolco, eroe e stronzo.

In questo modo probabilmente si rende molto bene la percezione che nella realtà si è avuta del vero Larry Flynt, ma purtroppo rappresenta un ostacolo per lo spettatore che non riuscendo a cogliere la sintesi delle sue contraddizioni, rimane distaccato, e quindi non può farsi coinvolgere pienamente dal film.

Perché vederlo

Perché è un buon film, perché ha delle interpretazioni di alto livello, perché intrattiene nei suoi momenti comici, in quelli erotici e quelli drammatici. Perché ci ricorda di tutti i modi in cui si declina la libertà di parola.

Considerazioni finali

Un bel film che non annoia in nessun momento e che ci ricorda dei danni che il perbenismo può creare quando da norma sociale diventa norma vigente. Un bel film e niente di più. Ma della cui visione sicuramente non vi pentirete.
Voto IMDb: 7,3
Voto Recensore: 6.8

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