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Maribel Verdù

Y TU MAMA TAMBIEN

su Indie da

Regia: Alfonso Cuaròn
Cast: Diego Luna, Gael Garcia Bernal, Maribel Verdù, Nathan Grinberg, Marìa Aura
Sceneggiatura: Alfonso Cuaròn, Carlos Cuaròn
Anno: 2001, Mexico

Prima di Harry Potter e della magia e molto prima di raggiungere il premio Oscar per un film sulla vita e la solitudine nello spazio, Alfonso Cuarón girava questo piccolo cult di nicchia scritto insieme al fratello Carlos. Si tratta del terzo lungometraggio del regista messicano e il primo forse ad avere un maggior successo internazionale.

La trama vede incentrate la vicende di due amici, interpretati da Diego Luna e Gael Garcia Bernal (vincitori per questo film del premio Marcello Mastroianni al Festival del Cinema di Venezia) che vivono a Città del Messico. Due adolescenti durante la delicata transizione verso l’età adulta durante la loro ultima estate insieme. I due incontrano l’affascinante Maribél Verdù, una donna visibilmente più grande e matura , ma con un fascino così dirompente da colpire i ragazzi, spingendoli a invitarla a intraprendere un viaggio insieme verso le spiagge di Oaxaca. La donna accetta e i tre partono per questo road trip quasi catartico, e che segnerà per sempre la vita dei due giovani, come un episodio epico nel difficile passaggio all’età adulta. I ragazzi si scontrano, discutono, sono due spiriti bollenti che non possono controllare i loro istinti e la cui sessualità è duramente messa alla prova dalla presenza di questa misteriosa donna, che li attrae e li incuriosisce sempre di più. La sua presenza sarà infatti il catalizzatore dei loro desideri più reconditi, che culmineranno in una notte di  passione dopo la quale nessuno dei tra sarà più lo stesso.

Il film tratta il tema del viaggio che è anche la scoperta di sé, del proprio corpo, della sessualità, e lo affronta in maniera mai volgare o eccessiva. Per i due ragazzi questo viaggio, questa vacanza, sarà una vera esperienza formativa, che li preparerà ad affrontare le dure prove della vita che li aspetta. Il sesso, gli scherzi, le esagerazioni fanno tutti parte degli insegnamenti di Maribel, che li guiderà in questo viaggio con le sue parole e il suo corpo esperto fino al giorno in cui le loro strade si separeranno e prenderanno cammini diversi. Entrambi litigano per lei, entrambi la desiderano e lei si concede come fosse una maestra di vita. I tre affrontano la vita in modo spensierato, grottesco, ma a tratti pure malinconico e nostalgico, con la percezione di una fine imminente, di un cambio irreversibile alle porte.

La scoperta del sesso e l’esperienza omosessuale vengono raccontate in maniera molto delicata non sembra porno, con naturalezza, dipingendoli come dei passaggi obbligati nella vita dei protagonisti. La sessualità esplicita del film non è mai volgare, è sempre permeata di naturalezza e questo è sicuramente uno pregi più grandi di questa pellicola.

Il film è un piccolo cult da riscoprire per ritrovare le origini della cinematografia di Cuarón, nonché per ammirare e conoscere i meravigliosi luoghi della sua formazione, che sono una metafora perfetta della gioventù e della spensieratezza dei protagonisti. Per ultimo, ma non meno importante, c’è da apprezzare sicuramente la precisione quasi documentaristica con cui vengono rappresentati i paesaggi.

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