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LARRY FLYNT, OLTRE LO SCANDALO

su Culto/Erotici da

Titolo originale: The People vs. Larry Flynt
Anno d’uscita: 1996, USA
Scritto da: S. Alexander, L. Karaszewski
Diretto da: Milos Forema

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“Proprietario della più insulsa, oscena, disgustosa e grande rivista mai apparsa sulla faccia della terra”.
“Ho un sacco di soldi e questo mi dà potere di dare una scrollata a questo sistema.”
“Perché devo andare in prigione io per difendere la tua libertà?”
“Credi che Dio ha creato la donna? E lo stesso Dio ha creato la sua vagina. Allora chi sei tu per sfidare Dio? Scatta!”
“–La collettività non ha il diritto di stabilire il proprio standard di valori? –No.”

Breve presentazione

“Larry Flynt – oltre lo scandalo” (titolo originale “The People vs. Larry Flynt” – “Lo stato contro Larry Flynt”) è un film biografico sulla vita di Larry, fondatore di Hustler, importante rivista per adulti, e difensore, inizialmente suo malgrado, del diritto di libertà di stampa e parola.
Nella prima parte assistiamo alla nascita della rivista e alla atipica, ma salda, storia d’amore tra Larry e Althea, una sua spogliarellista, presto diventata sua moglie, che gli starà accanto per tutta la sua vita.

La seconda parte immersa in un’atmosfera di opulento squallore e controversa follia, presenta la lotta per i diritti, in stile Larry Flynt. Indolente al sistema giudiziario, ai moralisti e ai religiosi.

Per renderla più fruibile la recensione è divisa in cinque punti:

Trama;
Cosa funziona;
Cosa non funziona;
Perché vederlo;
Considerazioni finali.
Ma prima una veloce considerazione iniziale.


Considerazione iniziale

Qualcosa non va. Un film indubbiamente molto ben fatto, con una sceneggiatura solida e una realizzazione curata e coerente. Un bel film insomma, che scena dopo scena mantiene un costante alto livello. Eppure nessuno dei suoi momenti riesce a coinvolgere totalmente.

Godiamo dell’irriverenza comica e scandalosa di Larry, ma rimanendo distaccati. Partecipiamo del suo dolore, ma senza farlo completamente nostro. Riconosciamo in lui le qualità dell’eroe, eppure qualcosa ci frena dal tifare per lui.

Trama

Larry da piccolo si ingegna distillando liquori per poi venderli. Una volta adulto gestisce un night club, che però non guadagna abbastanza. Larry decide allora di pubblicare un giornaletto per meglio mettere in mostra le ballerine del suo night, tra le quali anche la sua futura moglie. La sua idea è semplice: mostrare il corpo della donna, così com’è, senza nasconderlo e senza orpelli. Dopo qualche tentativo riesce ad ottenere l’attenzione del pubblico e finalmente “Hustler” (tutt’oggi una tra le più importanti riviste per adulti) prende vita.

Ma il materiale pornografico presente nella rivista e distribuito liberamente, e la successiva commistione tra porno e religione, gli costeranno un grave incidente.

La sua vita prenderà una piega diversa e si ritroverà a lottare per il diritto di libertà di parola, senza alcun rispetto per le decisioni del tribunale, forte dei milioni di dollari che possiede.

L’epilogo si svolge in corte suprema, proprio sul primo emendamento, quello che sancisce la libertà di parola.

Cosa funziona

Molto. A partire dalle interpretazione dei protagonisti. Una Courtney Love perfetto ritratto di romantica dissolutezza e un Woody Harrelson completamente nel personaggio.

Assistiamo a una perfetta commistione di momenti comici e seri, con quelli drammatici e quelli erotici, che scorre in un flusso omogeneo.

Ma tra le tante cose che funzionano, una su tutte potrebbe essere la rappresentazione della relazione tra Larry e la moglie che è impeccabilmente coerente ed è l’elemento di vera costanza del film.

Cosa non funziona

Poco. Infatti il vero elemento che non funziona è possibile che sia in realtà un elemento che funziona benissimo. Mi spiego. Credo fosse intenzione dei realizzatori del film, mostrare Larry nel suo aspetto umano pieno di contraddizioni e capace di comportamenti da idiota come di azioni geniali, presentandolo al momento stesso come pallone gonfiato e uomo umile, uomo di successo e bifolco, eroe e stronzo.

In questo modo probabilmente si rende molto bene la percezione che nella realtà si è avuta del vero Larry Flynt, ma purtroppo rappresenta un ostacolo per lo spettatore che non riuscendo a cogliere la sintesi delle sue contraddizioni, rimane distaccato, e quindi non può farsi coinvolgere pienamente dal film.

Perché vederlo

Perché è un buon film, perché ha delle interpretazioni di alto livello, perché intrattiene nei suoi momenti comici, in quelli erotici e quelli drammatici. Perché ci ricorda di tutti i modi in cui si declina la libertà di parola.

Considerazioni finali

Un bel film che non annoia in nessun momento e che ci ricorda dei danni che il perbenismo può creare quando da norma sociale diventa norma vigente. Un bel film e niente di più. Ma della cui visione sicuramente non vi pentirete.
Voto IMDb: 7,3
Voto Recensore: 6.8

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