Un atlante con le recensioni dei film che hanno fatto la storia del cinema

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ORIGINAL SIN

su Erotici da

Anno: 2001
Regia: Michael Christofer
Sceneggiatura: Michael Christofer
Cast: Antonio Banderas, Angelina Jolie, Thomas Lane, Jack Thompson, Allison Mackie
Il film che vede protagonisti, per la prima volta insieme sullo schermo, Antonio Banderas (prima che si mettesse a fare il mastro fornaio) e Angelina Jolie, è in realtà un remake di un bellissimo film francese, La mia droga si chiama Julie (La Sirène du Mississipi) del 1969 di François Truffaut. Nella versione originale, la donna che diventa l’ossessione di Jean-Paul Belmondo era Catherine Deneuve. Entrambe le versioni cinematografiche sono state a loro volta tratte dal romanzo Vertigine senza fine di William Irish.

La storia si incentra sul rapporto d’amore tra il protagonista, un importante e ricco mercante di Cuba che instaura una relazione epistolare a scopo matrimonio con una donna, la invita sull’isola per poterla finalmente incontrare e quindi sposare. Quando al suo arrivo si presenta l’affascinante e sensuale Angelina Jolie questo ne rimane subito stupito poiché si aspettava una donna ben diversa. Lei si presenta come una donna che non voleva mostrarsi per quella che era per paura che i suoi sentimenti verso di lei non fossero sinceri. Da qui, complice la bellezza e il fascino della donna, Banderas accetta la sua versione dei fatti. Ma via via che il film prende forma, il dubbio comincia a farsi strada nel suo cuore. La donna con cui si era scritto e si era aperto anima e cuore non sembra rispecchiarsi completamente nella bellissima donna che adesso ha per moglie. La passione che scoppia immediatamente tra i due è palpabile e si trascrive sullo schermo cinematografico con immagini e un uso della macchina da presa che tiene lo sguardo dello spettatore incatenato alla coppia. La chimica tra i due è infatti ben visibile fin da subito (come dimenticare la scena in cui fanno l’amore sul letto tra le bianche e candide lenzuola ripresa dall’alto, con la macchina da presa che si muove come se fosse posizionata sulle pale del ventilatore del soffitto e lo spettatore fosse una piccola mosca che in quel momento, così privato, spia la loro intimità).

Quando i dubbi diventano ormai certezze nella mente del personaggio di Banderas (le cicatrici strane sul corpo della moglie, l’arrivo della sorella della vera donna che avrebbe dovuto sposare e il ritrovamento del corpo morto di lei etc etc), lui è ormai succube dell’amore e della passione per questa donna che è carica di un erotismo senza pari, si mette contro tutti pur di difenderla. Per quanto poi il cambio di identità sembra loro condurre al lieto fine, in realtà una passione travolgente come la loro non può che portare ad un finale unicamente tragico. A differenza dell’originale, che ha un finale diverso, qui lei, che è la voce narrante del film, rimane vittima del suo stesso inganno ed innamorata senza modo di salvarsi, avvelena in modo involontario il suo amante e per questo viene imprigionata e condannata a morte.

Il film che di fatto è realizzato come un lungo flashback raccontato da lei, alla fine ci mostra che loro sono in realtà nuovamente insieme perché lui non è morto e lei alla fine è riuscita a fuggire. Lo sguardo in macchina di Banderas, alla fine del film, che si rivolge a lei, ma anche allo spettatore è la dichiarazione dei suoi veri sentimenti.

Il colpo di scena finale, all’ultimo secondo dà allo spettatore la speranza che anche una passione carnale e viva come quella dei due protagonisti può avere un finale diverso da quello che ci si potrebbe aspettare e il regista gioca una partita intrigante tra i due che, tra inganni e menzogne, alla fine si scoprono essere uguali e che in fondo, anche il personaggio maschile, così debole e perbene, se stimolato dalla passione, può rivelarsi letale come la donna.

Nel complesso merita una visione anche l’originale sebbene sia ambientato in epoca diversa (in questa edizione di Christofer l’azione si svolge nella Cuba dell’Ottocento) in modo da poter fare un confronto su come la tematica del sesso pornhub e della dipendenza (in fondo per una volta la traduzione italiana del titolo di Truffaut non è del tutto fuori luogo, poiché la donna diventa davvero come una droga per il protagonista) viene affrontata in maniera diversa dai due registi.

LUCIA E IL SESSO

su Erotici/Festivals da

Titolo originale: Lucía y el sexo
Anno: 2001,  Spagna | Francia
Scritto e diretto da: Julio Medem
Cast: Paz Vega, Tristán Ulloa, Najwa Nimri

L’amore tra la bella cameriera Lucia e il tormentato scrittore Lorenzo sembra perfetto: lei si è innamorata di lui leggendo il suo primo romanzo e lo ha cercato e voluto, lo ha conquistato, sedotto, trascinato in una storia d’amore che pare non avere ombre, un vero idillio ad alta intensità. Ma il passato che ritorna, la inaspettata scoperta di una paternità frutto di una sola, ormai dimenticata, notte di luna piena e una tragedia che incombe cambieranno tutte le carte in tavola, portando Lucia a tentare quella che inizia come una fuga, una occasione per ricominciare, ma diventa presto una ricerca, un tentativo di portare alla luce i lati oscuri di quell’amore che pensa di avere perduto.

La bellissima Paz Vega, vera scoperta di questo film che deve molto al suo fascino mediterraneo e al calore del suo sguardo e della sua presenza scenica, porta la storia su un’isola senza tempo, lunare e incantata, un luogo reale e magico al tempo stesso dove tutto cambia, tutto può essere rimesso in gioco. Un’isola dove tutto è pensato come una metafora, una Formentera dalla inquietante bellezza che galleggia come una zattera sul mare, dove “i giorni di mare grosso, la gente soffre di mal di mare, e nessuno sa perché”.
Un paesaggio letterario dove ogni luogo ha un significato e dove i destini dei protagonisti si intrecciano tra scoperte, flashback, suggestioni filosofiche, psicoanalitiche e romanzesche, in un alternarsi incessante di realtà e sogno, scoperte e ricordi, erotismo selvaggio, travolgenti passioni e inevitabili tragedie.

Il sesso è il vero motore della storia e forse unico punto di incontro tra gli esseri umani, è torrido ed esplicito e le molte intense scene erotiche – alleggerite dei tratti più hard nei passaggi televisivi – mantengono pienamente le promesse insite nel titolo. Ma più che una storia di eros quello che viene rappresentato è un complesso melodramma che gioca su molti piani, forse troppi, tra passaggi onirici e andirivieni temporali intrecciati in un groviglio di sentimenti e destini che la sceneggiatura a volte fatica a mantenere del tutto comprensibile e coerente.

Un film non comune e per molti versi interessante, con una trama che è pressoché impossibile da raccontare immersa in un paesaggio di grande fascino visivo, un luogo che diventa protagonista quasi vivente di una poetica della fuga e della rinascita. Un uomo e le donne a cui si trova legato – la protagonista Lucia che teme di averlo perso per sempre, la donna che è stata amore di una notte, una baby sitter dagli istinti bollenti, una bambina di cui non sospettava l’esistenza – annodano i molti fili di una vicenda che passando per i lati più oscuri dell’amore, della passione, della morte, arriverà a trovare alla fine nuova vita alla luce viva e liberatoria dell’eros.

Il regista Julio Medem, autore dei forse sottovalutati “Tierra” e “Gli amanti del circolo polare”, con riferimenti e ispirazioni che vanno da Almodovar fino a David Lynch costruisce intorno a Lucia un complicato insieme di sottotrame, di narrazioni spezzate e ricomposte, di piani narrativi che si intersecano: se cercate in una storia linearità e coerenza, se amate le sceneggiature strutturate con rigore a prova di bomba non è certo un film per voi. Ma se siete disponibili a farvi avvolgere senza troppe domande dal turbine carnale e sentimentale di una vicenda in cui tutto sembra possibile, in cui un buco nella roccia diventa metafora di una possibile rinascita e di un diverso destino, se siete disposti a seguire Lucia nel suo viaggio dai risvolti spesso ingarbugliati e oscuri la indubbia intensità visiva, emotiva ed erotica di questo film non potrà certo mancare di coinvolgervi e affascinarvi.

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