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HOT GIRLS WANTED

su Documentario/Netflix da

Anno: 2015, USA
Diretto da: Jill Bauer, Ronna Gradus.
Scritto da: Brittany Huckabee.

La parola più ricercata nei siti porno è “teen” (adolescente). Da ciò si evince l’enorme domanda di facce giovani sempre nuove. Questa richiesta viene soddisfatta grazie a diversi canali di reclutamento.
Basta che qualcuno con qualche aggancio nell’industria pornografica metta un annuncio generico riguardo un lavoro da modella, e si ritroverà un gruppetto di ragazze, provenienti da piccole e grandi città americane, disponibile a girare del porno, consensuale, molto ben pagato, eppure spesso degradante.

Breve presentazione
“Hot Girls Wanted” è un documentario (girato da due filmmakers alla loro seconda prova) dove si mostra qualche settimana delle vite di alcune ragazze tra i 18 e i 25 anni che lavorano nel mondo del “pro-am” (amatoriale-professionale) cioè del porno con attrici giovanissime assolutamente nuove nell’industria pornografica.

Di seguito, come sempre, la recensione divisa in cinque punti:
-Trama;
-Cosa funziona;
-Cosa non funziona;
-Perché vederlo;
-Considerazioni finali.

Ma prima una veloce considerazione iniziale.

Considerazione iniziale
Il mio lavoro non consiste nel dare un giudizio personale sui temi trattati dal film o sulla loro importanza e utilità, ma semplicemente nel valutare il prodotto cinematografico, dove il tema, sicuramente della massima importanza per un documentario, è però subordinato alla chiarezza espositiva, all’efficacia nel dimostrare una tesi, all’impatto emotivo che riesce ad avere sullo spettatore e al livello tecnico di realizzazione.

Trama
Seguiamo principalmente l’esperienza di Tressa, 19 anni, ragazza proveniente da una cittadina del Texas, e collateralmente, quelle di altre ragazze come Rachel, 18 anni e Riley, 23 anni.
Sono state tutte reclutate da un giovane agente, non troppo professionale e a tratti imbarazzante, attraverso degli annunci su internet.
Hanno tutte un approccio abbastanza diverso riguardo quello che fanno. Ma gran parte di loro è spesso entusiasta quando parla dei compensi (che ammontano mediamente a 900 dollari a scena) o delle prove più piacevoli con attori graditi, ma rasenta sfoghi traumatici quando si arriva a parlare delle performance più umilianti e forzate o ai rapporti con le famiglie e i fidanzati.

Cosa funziona
Il documentario scorre senza perdersi in eccessive lungaggini.
La scelta del soggetto è molto buona e partire dalla piccola realtà creata dall’agente di cui abbiamo parlato prima, rende bene la facilità di accesso a queste situazioni.
Le vicende di Tressa danno un certo ordine narrativo che riesce a mantenere l’attenzione.
Se si voleva riprodurre un punto di vista neutrale si è riusciti nell’intento, infatti si ha la sensazione di spiare nella vita di queste ragazze senza essere guidati in alcuna direzione.

Cosa non funziona
Ok, ci viene messa di fronte una realtà nuova che molti sconoscono, ma una volta capito di cosa stiamo parlando ci si ritrova ad aspettare uno sviluppo che non arriva.
Ci vengono servite le lacrime delle ragazze e i loro atteggiamenti viziati ed immaturi, si intravede una critica alle meccaniche coercitive in cui si trovano incastrate, ma è evidente che si stia tralasciando la parte più consapevole e professionale e gli effettivi pregiudizi che esistono sulla pornografia.
In altre parole: non si va affondo. Il documentario è troppo eterogeneo e superficiale, non si sporca le mani col torbido e non ha voglia di lustrare per bene entrambe le facce della moneta.
Un soggetto interessante, ma per nulla sviluppato e realizzato in modo fin troppo tradizionale.

Perché vederlo
L’argomento è in effetti nuovo e la semplice conoscenza delle dinamiche del “pro-am” si rivela molto interessante.
Questo, unito ai ben delineati stati emotivi della ragazze e alle loro situazioni private, diventa utile alla consapevolezza, soprattutto delle ragazze americane, che desiderano, o al contrario vogliono evitare, situazioni simili.
Il documentario sebbene sia mirato al pubblico statunitense, mostra le situazioni che precedono la realizzazione del prodotto più consumato su internet e ciò basta a darci la sensazione che la cosa ci riguardi, aiutato dal fatto che i volti di queste ragazze ci sembrano familiari (e probabilmente questa non è solo un’impressione.)

Considerazioni finali
“Hot Girls Wanted” è un documentario di poco spessore che tratta però l’interessante soggetto del “pro-am” dal punto di vista delle ragazze che ne sono coinvolte. Inoltre il suo linguaggio mai esplicito e scandalizzante (difetto o pregio che sia) lo rende fruibile per chiunque abbia più di tredici anni.

Voto IMDB: 6,1
Voto Recensore: 5,6

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