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Due storie natalizie di Astrid Lindgren
Betta sa fare tutto (o quasi), e il passaggio repentino dalla sbruffonaggine tutta bambina dal saper fare tutto al “quasi” è talmente spontaneo da suscitare ammirazione per questi bimbi sempre in movimento e instancabili che hanno una loro dimensione, per quanto stramba e buffa essa possa essere, e ci vivono bene, pienamente e teneramente.
Betta indossa un bel paio di guanti a strisce, un cappello azzurro con pon pon e robusti scarponcini con le stringhe perennemente slacciate. La prima volta che la incontriamo in questa sua avventura natalizia si sta vantando in un candido giardino innevato a braccia aperte e gambette ben puntellate a terra. Ci sono! Lo so fare! Sembra dire, e nel farlo è fulcro e centro di una coloratissima e innevata illustrazione costruita su prospettive sbilenche e forzate che Betta (“Certo che sono proprio speciale io!”) sottolinea con il suo equilibrio, con il suo sorriso pieno e il mento all’insù. L’autrice è Astrid Lindgren (di cui abbiamo già parlato qui e qui), l’illustratore Ilon Wikland e l’equilibrio tra i due autori è esattamente come il sorriso sicuro di sé e gioioso di Betta: perfetto.
I contorni sono ben marcati, netti, e sottolineano la prospettiva avvitata. I colori pieni e brillanti. I vestitini di Betta, della sua mamma, degli amici, gli utensili, gli arredi mi riportano agli anni in cui ero bambina, e credo che mi sarei ben specchiata nella semplicità di Betta se, alla fine degli anni Settanta, avessi avuto l’occasione di leggerne la storia (le storie, giacché Betta è protagonista di diverse avventure, alcune tradotte anch’esse ed edite da Il gioco di Leggere). Una storia che, come molte delle storie di Astrid Lindgren, prende il via da un avvenimento semplice che nella sua semplicità nasconde la magia del caso, la fortuna dell’intraprendenza, l’incrociarsi di coincidenze e piccoli contrattempi. Nella cittadina di Betta sono finiti gli alberi di Natale in vendita e Betta e i suoi fratellini sono molto tristi dinanzi alla prospettiva di non poter avere il loro albero. Ma Betta sa fare tutto, o perlomeno ce la mette tutta, e a furia di crederci chissà che non riesca a risolvere la situazione e a volgerla a loro favore?
Albo ideale per questi freddi giorni di preparativi e addobbi natalizi.
Sempre Il gioco di Leggere sceglie di dare alle stampe una storia natalizia di Astrid Lindgred à la Lindgren, con una bella edizione con costola in stoffa: Natale nella stalla che consente anche a genitori atei di raccontare il Natale, la natività, in tutta semplicità. La semplicità della notte di Natale scevra di genuflessioni e di preghiere e altrettanto intensa e profonda. Raccontata con un tono talmente dolce da rapire durante la lettura e l’ascolto, e testimoni di questo dono autoriale non comune saranno gli occhi sgranati dei bambini cui vorrete raccontare ciò che avvenne “una notte di Natale di tanti anni fa. La prima notte di Natale”.
Le illustrazioni sono di Lars Klinting: acquerelli raffinati e tenui.
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