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Raccontaci una storia, Michael
Considerate la quantità di musica e rumori assortiti che ogni giorno attraversa la nostra vita. Considerate anche, se avete la “fortuna” di lavorare o studiare a Milano, nel mio caso se nel capoluogo ci arrivate con LeNord, Trenord o come accidenti si chiamano ora, che oramai odiate anche Ain’t No Sunshine, grazie alla ripetizione ossessiva di un non meglio precisato spot dagli altoparlanti.
Considerate tutto questo e capirete che alla sera, tornato alla quiete del mio pc, ho un disperato bisogno di musica nuova, particolarmente di musica bella. Non è che le due cose vadano sempre d’accordo. Considerate anche che, oggi come oggi, sentire qualcosa di davvero nuovo, che non sia un riciclone di cose già sentite in progetti di cui ricordate a fatica il nome, è piuttosto raro e capirete perché un progetto vintage, come il Tell Me A Tale EP di Michael Kiwanuka, riesce a risollevare le sorti musicali delle mie giornate.
Ora, non che io ci provi gusto a mettermi sull’iPod prodotti di personaggi ignoti e misconosciuti. O meglio, la parte di me che guarda altezzosamente i gusti musicali del mondo intero un po’ di gusto lo prova. Ma tolto questo aspetto, ascoltare le tre tracce – già, solo tre – di questo EP vi farà capire perché vale almeno un ascolto.
Ho appena detto che Tell Me A Tale è un EP vintage. Cancellate tutto. Non lo è. Non lo è nella misura in cui, più che vintage, sembra essere uscito direttamente dalla fine degli anni sessanta. Lo Stone Rollin di Raphael Saadiq è vintage. E lo è perché un orecchio un po’ sgamato sente che il disco è nuovo dopo un paio di tracce. L’EP di Michael Kiwanuka no, questo è un salto nel passato. I cori, la qualità della registrazione vocale, priva della pulizia eccessiva nel mix, la grana del prodotto sono tali che Worry Walks Beside Me può suonare tranquillamente come una ballad sporca di blues e I Need Your Company come un quarantacinque giri soul dei tempi d’oro, senza che alla chitarra o alla voce del 23enne Michael vengano rimproverati eccessivi ammiccamenti ai grandi crooner del passato (Lo so, Bill Withers e bla bla, se lo dite voi).
Michael Kiwanuka – Worry Walks Beside Me by pagan place
Il capolavoro dell’EP resta comunque la title track, Tell Me A Tale, che aggiunge alla ricetta già di per sè saporita il tocco etereo di un flauto e qualche altro fiato, dando al brano un surplus di sospensione temporale.
Stando al Guardian, Michael Kiwanuka sta seguendo il tour di Adele, non mi è ben chiaro se come musicista – ha alle spalle un passato di session – o come solista. In ogni caso sono grato al mondo per averlo tolto dal – suppongo – ennesimo scantinato qualunque. Si arrabbia qualcuno se dico che non mi dispiacerebbe un’inversione di line-up tra i due?
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