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SPAGHETTI STORY

su Indie/Italiani da

Anno d’uscita: 2013, Italia
Scritto da: Ciro De Caro, Rossella D’Andrea
Diretto da: Ciro De Caro
Cast: Rossella D’Andrea, Xueying Deng, Valerio Di Benedetto

A volte sembra così semplice. Ti chiedi come mai ci siano tanti film pessimi quando basta così poco per fare un bel film. E te lo chiedi perché gli autori sono stati abbastanza bravi da non farti capire in quanti modi si poteva fallire, e quanto difficile sia stato trovare delle soluzioni narrative che funzionassero.
Te lo chiedi perché guardi il film e sorpreso di quanto ti sia piaciuto, non hai nulla da ridire.

Breve presentazione
“Spaghetti Story”, anche se categorizzato come commedia, è un film drama dal naturale tono ironico.
I protagonisti sono romani in cui è facile rivedere un amico o un amica se si abita a Roma. Ma che riescono ad incarnare bene il sentimento che vivono molti ragazzi e giovani uomini e donne del nostro paese nell’attuale periodo storico.
Seguiamo le vite di quattro persone molto diverse tra loro, ognuna con un fare spesso conflittuale verso l’altro (espresso con particolare abilità dagli attori) ma è un conflitto che non divide, al contrario è prova della loro intima unione.
Il tono è leggero e profondo allo stesso tempo e crea un ritmo piacevole e mai noioso.

Di seguito la recensione divisa in cinque punti:
-Trama;
-Cosa funziona;
-Cosa non funziona;
-Perché vederlo;
-Considerazioni finali.

Ma prima una rapida considerazione iniziale.

Considerazione iniziale
Gli autori avevano poche pretese, e una volta distribuito il film, sarebbero stati contenti di tenerlo in proiezione per una o due settimane, ma la gente lo apprezzava e rimaneva in sala, settimana, dopo settimana, dopo settimana.
Quando chiedono al regista Ciro De Caro che cosa ha voluto comunicare con “Spaghtti Story”, lui risponde che voleva solo raccontare bene la storia e fare un bel film. Non esiste risposta migliore.
La realizzazione è stata possibile con un budget di 15mila euro (una cifra insignificante per il livello raggiunto) e l’aiuto di tanti amici nel settore. Merita una menzione il fatto che buona parte di questa somma sia stata recuperata proprio dal regista vendendo la sua auto.
Il film è un gioiello che dovrebbe essere d’ispirazione per coloro che con pochi mezzi e tanta voglia desiderano realizzare un film.

Trama
Valerio (Valerio Di Benedetto) è un’aspirante attore sui trent’anni, che rifiutando di rinunciare al suo sogno, conduce ancora una vita dai tratti adolescenziali. Accetta, convinto dalla paga, di ritirare della droga per conto del suo miglior amico Cristian detto “Scheggia” (Cristian Di Sante) un simpatico tipo da strada che cerca di crearsi una posizione grazie a qualche “giretto”.
Nel luogo dove Valerio ritira la droga incontra una giovane ragazza cinese, Mei Mei, impiegata come prostituta. Valerio ne ha subito compassione.
Il punto di massima tensione arriva quando Valerio è messo di fronte all’evidenza che non riuscirà a diventare un attore, piegato dal senso pragmatico della sorella Giovanna (un’incantevole Rossella D’Andrea) e spezzato dai problemi con la sua ragazza Serena (Sara Tosti) pressata dall’istinto materno.
Questo momento lo rende capace di un’azione all’apparenza sconsiderata, ma in effetti coraggiosa e matura, che crea l’ennesimo conflitto tra le parti, ma che ancora una volta si risolve nell’indissolubile affetto che lega i personaggi.

Cosa funziona
La rappresentazione della situazione sociale, personale e privata di Valerio è perfetta, reale, e presentata con naturalezza attraverso le normali interazioni tra i personaggi.
Il particolare modo in cui si manifestano le relazioni era davvero di difficile resa, ma risulta perfettamente naturale grazie alla perfetta recitazione, aiutata probabilmente dalla scelta azzeccata del cast o da una sceneggiatura che sembra cucita sugli attori.
Il flusso emotivo in costante crescendo trova una corretta soluzione nel finale.
Il montaggio è caratterizzato da tagli che si è abituati a vedere sui video di YouTube, che aggiustano i tempi della recitazione e delle scene. Ma che sia stata una scelta ponderata o una soluzione tecnica trovata a posteriori, funziona.

Cosa non funziona
La scrittura è sicuramente acerba, sebbene l’intuito degli scrittori consegni una storia tutto sommato fluida e coerente. Tale inesperienza si manifesta in diversi modi. Per esempio nelle piccole e grandi forzature a cui sono stati costretti per mantenere il riuscito flusso emotivo. E ancora nella caratterizzazione ingenua di Valerio mostrato a giocare ai video game, o col trenino, e facendo ripetere da chiunque quanto Valerio sia immaturo, nella convinzione che questo lo renda tale di fronte agli spettatori.

Perché vederlo
Per la complessa e familiare realisticità delle relazioni. Per il personaggio di Scheggia e la sua spassosa interpretazione. Per quello che mi piace credere sia il moderno umorismo italiano. Per godere di un film ben fatto.

Considerazioni finali
Consigliato a chi piace riconoscere in un film la propria realtà, farsi due risate e a cui non dispiace terminare la visione con un sentimento amaro e dolce. Un film dalla resa pulita, nato senza pretese, ma pienamente soddisfacente dal punto di vista dell’intrattenimento e ricco di spunti di riflessione per chi li cerca.

Voto IMDb: 6,4
Voto Recensore: 6,7

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