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Il meraviglioso viaggio di una piccola grande tartaruga

giovedì, ottobre 28th, 2010. Filed under: bambini e ragazzi Libri by Barbara Ferraro

Tra le cose più emozionanti in natura c’è la gestione equilibrata del rapporto tra l’immensità degli spazi e la piccolezza degli esseri viventi che li popolano. Questo si amplifica e, come un’onda, si propaga quando lo spazio è l’oceano, il mare. Come può un essere così piccolo come una tartaruga appena nata gestire la mole e il peso dell’oceano? Questi esserini che s’affrettano sulla spiaggia a raggiungere l’acqua per sfuggire ai predatori o ai falsi suggerimenti dell’illuminazione artificiale, trovano nella vastità del mare riparo e conforto e non ne soffrono l’imponente maestosità, piuttosto divengono tutt’uno con essa, nutrendosi dei suoi frutti, crescendo, viaggiando per migliaia di chilometri, seguendo percorsi e tracce che nessuno sarebbe in grado di riconoscere.

L’azzurro avvolgente del mare si vede e tocca nelle illustrazioni di Jane Chapman, nei dipinti direi; l’acqua vibra e si muove sotto i colpi delle pinne della piccola tartaruga che per anni, tre o quattro, al riparo tra mucchietti galleggianti di alghe si lascia cullare dalla morbidezza della schiuma per poi diventare coriacea, resistente e prendere il largo verso luoghi segreti, anche bui, profondi. Possono passare anche trent’anni prima che la fragile tartarughina ormai adulta, guidata dal sapore dell’acqua e dal rumore della risacca che mai ha scordato, ritorni sulla spiaggia che l’ha vista nascere e lì deponga centinaia di uova. Scava una buca profonda e poi copre di sabbia le uova tonde e bianche con cura, per proteggerle dai predatori che dal cielo o in agguato tra le dune sono sempre pronti ad approfittare della vulnerabilità delle piccole tartarughe prima che raggiungano il mare. E qui la storia ricomincia, la tartaruga “è tra le braccia dell’oceano. Lontano, lontano in alto mare, la terraferma è solo un ricordo, e il cielo immenso tocca l’acqua”.

Nicola Davies racconta questa storia naturale drammatizzando, come in un poema epico, gli eventi e le imprese chiave della lunga vita di un essere che saggiamente e con maestria gestisce il proprio tempo e la propria solitudine, usando un lessico e un ritmo che con naturalezza ci accompagna nelle brevi tappe e nel lungo viaggio non solo della tartaruga ma della natura ampiamente intesa: il ciclo della vita che si ripete e rassicura e rapisce. Le pause descrittive sono liriche, musicali. Non a caso all’albo s’accompagna un cd: Lella Costa legge la storia, si possono scoprire altre cose sulla vita delle tartarughe, i bambini possono provare a leggere da soli e anche cimentarsi nell’ascolto in inglese. Un albo, dunque, che offre diversi strumenti utili (tra cui regnano incontrastati testo e illustrazioni) a comprendere la grandiosità e al contempo la semplicità della vita e della natura.

Titolo: Una piccola grande tartaruga
Autore: Nicola Davis
Editore: Editoriale Scienza
Dati: 2010, 32 pp., 16,90 €

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