Il caso Persico: un mistero italiano risolto da Camilleri
Dentro il labirinto è l’ultima originale opera dell’infaticabile e prolifico Andrea Camilleri. Stavolta il padre di Montalbano ha scavato nel caso Persico. Edoardo Persico fu uno dei massimi critici dell’architettura razionalista, intellettuale e organizzatore culturale, amico di antifascisti come di fascisti, fu trovato morto nel bagno di casa a soli 35 anni il 1 gennaio del 1936. Un mistero italiano, una storia tutta all’insegna dell’ambiguità, un’identità sfuggente. Fu ucciso da sicari del regime fascista? Si trattò di una tragica fatalità? O l’uomo, cagionevole di salute, si lasciò morire perché perseguitato?
Marco Cavallo e il folle coraggio di raccontare ai bambini
per Il grande cavallo blu abbiamo scelto di scrivere da due punti di vista. Uno cura l’albo, il racconto illustrato destinato ai bambini e che ad essi parla con toccante realismo, l’altro racconta la storia di Franco Basaglia e di Marco Cavallo, simbolo di libertà e di come la follia possa facilmente, a volerlo, dilagare nella città e la città aprirsi, tra gioco e paura, alla realtà vera dell’essere umano.
Psicoanalisi multifamiliare: il gruppo è la cura
La psiconanalisi multifamiliare in Italia è un libro scritto dallo psichiatra e psicoanalista Andrea Narracci che contiene un’intervista a Jorge Garcia Badaracco, psichiatra argentino (morto nel 2010) ideatore della terapia di gruppo multifamilare. Narracci già dal 1997 ha importato questa tecnica in Italia nell’ambito delle comunità terapeutiche psichiatriche con esiti di cura favorevoli. Malgardo i vantaggi, anche in termini di costi, resta un metodo poco utilizzato da noi. Se ne è discusso nel corso di una presentazione del libro presso l’Associazione italiana di psicoanalisi di Roma.
“Durerà, durerà questo cielo” oltre la colpa attribuita alle madri
In una giornata di studi organizzata dalla Sipsia (società italiana di psicoterapia psicoanalitica dell’infanzia, dell’adolescenza e della coppia) a Roma e dedicata a “Gli affetti nella clinica contemporanea”, la psicoanalista Pia De Silvestris ha intitolato il suo intervento “Dalla parte delle madri” perché è bene liberarle da un senso di colpa, favorito anche da certe correnti psicoanalitiche, che diventa destino.
Scrivere non è un hamburger (la cottura richiede più tempo) ma può diventare un atto religioso
Scrivere zen, manuale di scrittura creativa è ormai un grande classico, unico nel suo genere, inconfondibile e inimitabile, che non inveAcqyucchia, o se lo fa, ci guadagna. Realizzato da Natalie Goldberg, continua ad essere indispensabile per chi pratichi o voglia praticare la scrittura certo non per sguinzagliare il proprio narcisismo, ma come forma di meditazione secondo gli insegnamenti del buddismo zen.
Bauman-Galimberti: dialogo a distanza nel mare della psicoterapia
Nel libro Il nostro mare affettivo (resoconto di un convegno del 2010 della Federazione italiana delle associazioni di psicoterapia) c’è uno stimolante confronto a distanza tra il sociologo più famoso al mondo, Bauman, l’inventore della ‘”iquidità” e Galimberti, filosofo fenomenologo che cerca oltre il sintomo l’origine non solo freudianamente del “disagio della civiltà” ma dei mali collettivi e oggi universali. Quale il ruolo e il senso delle psicoterapie?
Nel cimitero diffuso alla ricerca della morte ricordando un grande “anarchico” epistemologo
La presentazione del libro Corpo Riflessione Immagine (Alpes edizioni) da parte dell’analista junghiana Simonetta Putti con il medico Marcello Pignatelli a Roma presso la libreria Assaggi è stata l’occasione per ricordare Bruno Callieri, psichiatra antropo-fenomenologo recentemente scomparso e proporre un antidoto alla rimozione della morte, parte integrante della vita eppure così ‘mal-trattata’.
Maria e Giuseppe: l’infanzia in manicomio. Storie di bambini eccitati
Maria e Giuseppe in manicomio è un’eccezionale testimonianza: un libro unico che grazie alla sensibilità e alla lunga attività di ricerca del pediatra Ezio Sartori negli archivi del Centro studi del museo della mente del Santa Maria della Pietà di Roma restituisce voce a bambini che mai la ebbero, ignorati dalla storia ufficiale. Tutti quelli che tra il 1914 e il 1974 furono ricoverati nei due padiglioni pediatrici del manicomio romano. Storie drammatiche e quasi mai raccontate di infanzie negate, vite non vissute.
Naufragi mediatici e cronache di altri inabissamenti: la storia della Querina
Le voci che vengono dal passato spesso sono più vive di noi viventi e ci raccontano delle nostre distorsioni mentali e mediatiche o di un letargo di sensibilità e coscienza. In questo caso, voci di sopravvissuti a un naufragio del 1400 (Il naufragio della Querina) stanno a raccontare la potenza del mare, la paura, la disperazione, l’importanza del rispetto dei ruoli e delle regole dal comandante all’equipaggio, e ristabiliscono il senso delle proporzioni tra ciò che è degno di nota e ciò che è marginale, tra uomo e natura.
Scrivere è un sogno che inquieta ma porta consiglio
Si intitola La piena un’intrigante raccolta di racconti di uno scrittore argentino, Carlos Damaso Martinez. Sulle orme di Borges e non solo, queste narrazioni mescolano il fantastico al poliziesco attraverso l’immissione dello straordinario e dell’ignoto nella normalità del vivere. C’è sempre qualcosa che straripa al di là dell’apparente ordine.
Il manoscritto salvato, salva l’umanità
Il libro di Mush, ultima opera di Antonia Arslan, è per la scrittrice un nuovo ritorno alle proprie origini armene; il racconto di un capitolo tragico della storia del XX secolo, volutamente dimenticato, rimosso, quello del genocidio del popolo armeno. La narrazione prende spunto dalla leggendaria vicenda che portò al ritrovamento e al salvataggio nel 1915 da parte di due donne superstiti del più importante e più grande manoscritto armeno. La storia di quel salvataggio è anche la parabola di un riscatto dell’umanità tutta dalle atroci quanto insensate crudeltà inflitte ai ‘vinti’ della storia.
Il femminile traumatizzato e il “pericolo” della sua natura divina
Il femminile traumatizzato è un’indagine medico-antropologica di come il potere patriarcale abbia costretto la donna in Occidente a rimuovere l’istinto di aggressività e mettere a tacere la sua integrità spirituale che fonda il suo essere sacralità incarnata. Il corpo femminile però attraverso i sintomi ha raccontato nei secoli e continua a raccontare una storia diversa: il bisogno femminile di re-incarnarsi senza più subire mutilazioni e cesure, tanto materiali quanto culturali e simboliche, per realizzare il proprio vero sé. Solo a partire da questa svolta si può avviare in Occidente una storia umana che sia dialogo e non monologo di voce sola, maschile e neutra.
Eco a se stesso: la metamorfosi di un poeta “malato”
Un saggio scritto dallo psichiatra e psicoanalista Marco Alessandrini pubblicato qualche anno fa, ripercorre la storia eccezionale di Friedrich Hoelderlin. Certo è poeta non perché malato, ma la schizofrenia con le sue condotte nel suo caso diventa distanza che permette al poeta di diventare eco di se, suono puro scorporato dalle circostanze materiali, canto del mistero dell’essere e della vita.
Diario di un senza fissa dimora al tempo della “crisi”
Né saggio né racconto in senso tradizionale, l”etnofiction”, invenzione dell’antropologo ed etnologo Marc Augé, racconta un male dei nostri tempi attraverso il resoconto di un personaggio fittizio. Diario di un senza fissa dimora è la trascrizione della condizione di chi per mancanza di risorse economiche, dopo una vita di lavoro, scivola nel nulla, mentre altrove si pensa a salvare le banche.
La vera storia di Babbo Natale, il dio dei bambini inventato dai grandi
La vera storia di Babbo Natale, scritto a quattro mani da un padre psicologo e un figlio antropologo, esplora la storia del Natale, simbolica e materiale, fino all’avvento di Babbo Natale, dio capace di sbaragliare qualsiasi concorrenza perché divinità dei bambini per eccellenza che non ha bisogno di religioni o fedi. In qualità di donatore bonario, Babbo Natale è l’unico sopravvissuto alla moria dei padri. Il libro ricerca i motivi per cui i bambini credono in lui e perché i grandi li educano dicendo bugie ‘a fin di bene’.


