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Antonio Biasucci. L’ombra della luce
La luce che impressiona la pellicola è la stessa che scolpisce le figure, per continuare quel dialogo tra il buio e la luce che la fotografia sa trasformare da effetto tecnico in emozione.
La luce rivela. Frammenti d’identità dimenticate. Nel polittico Molti del fotografo Antonio Biasucci, composto da settantadue fotografie in bianco e nero scattate al Museo di Antropologia di Napoli, dettagli di volti dagli occhi chiusi emergono, come galleggiando, da un fondo nero; teste che fluttuano in un’oscurità che sa creare il senso di uno spazio tridimensionale, l’idea del profondo, del profondo dell’abisso. L’opera nasce infatti in seguito a un sogno fatto dall’artista dopo la notizia dell’ennesimo naufragio e moria di immigrati; storie che, come ogni cosa che diventa all’ordine del giorno, provocano insensatamente e contraddittoriamente indifferenza. Volti tra loro somiglianti, quasi privi di individualità, ma la luce interviene a rivelarne le differenze e a salvare così le loro singole storie dal nero dell’oblio. Perché il “molti” è costituito da tanti “singoli”.
La luce trasforma. E quell’identico bianco e nero indaga ora non più la morte, ma la vita. Una sessantina di fotografie, riunite in due pannelli ai lati del polittico, ritrae in diverse prospettive l’alimento base per l’uomo, il pane. Già di per sé simbolo di vita, il chiaroscuro gli attribuisce altre forme di esistenza, cosicché, da uno sguardo lontano, appare ora una roccia, ora un cratere, ora un cranio o quasi un volto umano. Perché una singola cosa può in realtà esserne molte. Se prima la forma ha raccontato la morte nella chiara fisionomia dei volti, ora l’informe, quasi un feto in via di definizione, racconta la vita.
Tra la vita e la morte l’attesa. Isolata in una saletta laterale, la fotografia Volto n. 4 ritrae il calco in cera del viso di una bambina malata: la luce illumina la pelle, ma lo sguardo, assente e vuoto, e la bocca spalancata sono colmi di quel nero che avvolge di mistero la soglia tra l’essere e il non essere.
Una trilogia sulla vita, una fotografia antropologica per raccontare la storia dell’uomo.
dal 27 maggi
o al 28 luglio 2010
Antonio Biasiucci – Molti
a cura di Marco Tagliaferro
Galleria Nicoletta Rusconi
Corso Venezia, portone antecedente il 22 (zona Palestro–San Babila) – 20121 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 15-19
Ingresso libero
Info: tel. +39 02784100; fax +39 0277809369; info@nicolettarusconi.com; www.nicolettarusconi.com
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