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L’allegra storia di un cadavere devoto

mercoledì, luglio 21st, 2010. Filed under: bambini e ragazzi Libri by Barbara Ferraro

Se ci fosse un limite ai caratteri di una recensione credo riproporrei semplicemente il titolo di questo splendido albo illustrato: La governante. Allegra storia di un cadavere devoto. E lo farei perché sapientemente suggerisce tutte le caratteristiche di questa surreale storia: è una storia, per iniziare, ed è allegra, pur essendo quella di una cadavere, per giunta devoto; da questo ossimoro nasce l’assurdo e il visionario di un contesto che ben calza alla collana (lampi) di cui fa parte. Infine, la governante. Si intuisce che il cadavere sia il suo, considerato il “devoto” che ancora s’aggettiva alla sua persona anche dopo la morte, e se ne deduce che fosse una buona governante. Questo, però, lo scopriremo qualche pagina più tardi e necessariamente ci servirebbero più caratteri, perché non potremmo tralasciare di dire quanto fosse buona e preziosa la sua cioccolata calda. Perché dopo essere rimasti affascinati, in copertina, dal rosso della governante e dal nero del Signor Tapinois, non potremo fare a meno di notare il giallo, che ribadisce il contesto di mistero e delitto che è l’ossatura della storia. E siamo curiosi.

È presto detto, perché la faccenda delittuosa interviene già nell’incipit: Il Signor Tapinois deve allenare la propria mira in vista di un duello che l’attende l’indomani e dunque pensa bene di farlo in salotto. Un proiettile dimentico della logica, colpisce e uccide l’innocente governante. Da qui in poi è un rutilante scontro tra rimorso e rimpianto, coscienza e frivolezza che s’alternano in un continuo gioco di stravagante surrealtà.

L’autore di questo piccolo capolavoro “du rire” è Edouard Osmont, ugualmente sconosciuto come Blaise Petitveau; i suoi racconti umoristici e dell’assurdo s’innestavano nel contesto francese del diciannovesimo secolo, in quel gruppo di scrittori che frequentarono il cabaret di Montmartre “Le Chat noir”.

Osmont incomincia a piccoli passi, simili a quelli che misurano lo spazio tra un duellante e un altro, per voler scimmiottare il Signor Tapinois, per poi immergersi sfrenato in una ridda di balzi tra ciò che è drammatico e fa tremare (un cadavere chiuso in un baule!) e ciò che è assurdo e sorprende con larghi sorrisi. La governante è devota, anche da morta, e non ci sta a lasciar solo il Signor Tapinois e così, per palesare la sua insanguinata presenza, rompe gli oggetti, specie quelli che cadendo si infrangono platealmente in mille pezzi, seminando lo sgomento e il terrore nella mente già sovraffollata di pensieri del suo assassino (…chi gli luciderà le scarpe?). L’unico oggetto fragile che non si infrange è lo specchio: legame con la realtà e tramite con la coscienza che riflette il volto di un uomo sempre più stanco.

Le illustrazioni di Sara Gavioli, intrise di un raffinato gusto retro, rendono brillantemente il contesto e abbracciano la storia con greve levità. La sensazione è quella trasmessa da alcune affiches di Toulouse-Lautrec, tutte incentrate sulla notte, sugli animi lacerati, eppure così luminose da suggerire spazi brillanti. Il bianco che nasce dal nero scalzato, di forza, da un taglierino, la prospettiva sbilenca, la resa dei dettagli (originalissime le carte da gioco) contribuiscono a rendere questo albo estraneo alle convenzioni, assolutamente unico.

Titolo: La governante. Allegra storia di un cadavere devoto
Autore: Edouard Osmont, illustrazioni di Sara Gavioli
Editore: Orecchio Acerbo
Dati: 2010, 32 pp., 15,00 €

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